10 buoni motivi per vedere Twin Peaks
- pietromini
- 20 mar 2021
- Tempo di lettura: 3 min
Recensione senza spoiler della serie di David Lynch tra surrealismo e realtà

“Twin Peaks” è una delle serie tv più celebri e rinomate di sempre. Le prime due stagioni sono un prodotto degli anni ’90, mentre la terza, uscita nel 2017, è sperimentazione pura e abbatte le differenze tra grande e piccolo schermo. Mix di thriller, crime e comedy, non si riconosce in alcun genere ma allo stesso tempo li precorre tutti. In quest’articolo presentiamo 10 buoni motivi per cui la serie è assolutamente imperdibile per ogni buon appassionato di cinema:
1) Scoprire il cinema di David Lynch. Il regista della serie è uno dei più importanti e discussi degli ultimi decenni: grazie ad uno stile unico, surrealista, che consiste nell’inserire elementi perturbanti ed estranei nella comune realtà, mette la sua impronta in ogni opera che firma. Oltre ad essere una bandiera del cinema indipendente americano, con una carriera coronata da un Oscar celebrativo vinto nel 2020, è anche pittore, musicista, cantante e scrittore.
2) La prima serie tv di qualità. La serie fu subito un successo e un fenomeno culturale: in un periodo in cui la tv era ancora snobbata, per la prima volta un regista cinematografico approdava in tv realizzando un prodotto generalista di qualità. Quando nel 1990 il network ABC mise in onda i primi episodi, seguiti in patria da più di 30 milioni di spettatori, si capì subito che qualcosa sarebbe cambiato; e infatti ispirate da Twin Peaks nasceranno moltissime serie che faranno la storia della tv.
3) Chi ha ucciso Laura Palmer? Questa è la fatidica domanda attorno alla quale si concentrano le prime puntate della serie, che inizia proprio con il ritrovamento del cadavere di questa giovane e popolare studentessa. Apparentemente Laura conduceva una vita perfetta ma in realtà nascondeva terribili segreti. Per risolvere il caso viene chiamato l’agente speciale dell’FBI Dale Cooper, che dovrà ambientarsi nella cittadina e capirne i più ancestrali misteri.
4) A Twin Peaks niente è come sembra. In questa piccola cittadina della provincia americana in cui all’apparenza non sembrano esserci problemi, tutti hanno qualcosa da nascondere. “I gufi non sono quello che sembrano” dice il gigante nel primo episodio della seconda stagione: beh, se c’è una caratteristica tipica a Twin Peaks è che tutto, persone, animali e oggetti, è misterioso e indecifrabile.
5) La stanza rossa e il perturbante. Come abbiamo detto lo stile di Lynch spiazza lo spettatore continuamente, e fa spaziare la serie tra diversi generi: se inizialmente la serie sembra il classico crime, vi troviamo poi diversi elementi umoristici che fanno affezionare ai personaggi, ma soprattutto l’avvento del soprannaturale. L’agente Cooper infatti agisce seguendo il proprio istinto, e si affida alla propria immaginazione e ai sogni. Fa quindi la conoscenza di personaggi surreali e grotteschi, che muovono le proprie trame nell’ombra, e che col susseguirsi della serie prenderanno sempre più campo e mostreranno gli avvenimenti di Twin Peaks sotto una luce nuova.
6) La terza stagione è puro sperimentalismo. Se nelle due stagioni degli anni ‘90 il genio di Lynch era frenato dalle logiche generaliste del network, nella terza stagione il regista ha avuto dal servizio streaming Showtime la più totale libertà di azione. Il risultato è una stagione folle, complicata, che merita di essere vista più volte per essere compresa appieno. La scenografia non si limita più solo alla cittadina di Twin Peaks ma si sposta in ogni angolo del mondo e in svariati periodi storici. Proiettata al Museum of Modern Art di New York, è arte allo stato puro.
7) Televisione o Cinema? Per la maggioranza dei critici la terza stagione di Twin Peaks è un film lungo 18 ore, non ci sono più distinzioni tra prodotto televisivo e cinematografico tanto imponente è la qualità di esso. Intorno all’argomento si è disputato un vero e proprio dibattito nella comunità cinematografica, tanto che la più prestigiosa rivista francese, "Cahiers du Cinéma", ha proclamato la terza stagione di Twin Peaks come il miglior film dello scorso decennio. Una rivoluzione.
8) L’importanza dei dettagli. Twin Peaks è una serie da contemplare e guardare con molta attenzione, perché niente avviene per caso: ogni cosa che accade, anche la più apparentemente insignificante, ha un suo senso e viene ripresa nel corso della trama.
9) I comprimari. Non c’è solo una trama principale, ma tante piccole sottotrame legate tra loro che vanno a indagare tra i segreti di Twin Peaks. Tutti i personaggi della serie sono memorabili, e trovano il proprio spazio e la propria ribalta.
10) La colonna sonora. Realizzata dall’italo-americano Angelo Badalamenti, la colonna sonora è meravigliosa ed è uno degli elementi che ha reso la serie immortale. Nel corso della serie troviamo anche molte canzoni della scena indipendente americana: nella terza stagione quasi ogni episodio si conclude con un breve concerto di band indie (alcuni esempi sono i Chromatics, Scorpion, Au revoir Simone …).
Questa serie è un capolavoro: potremmo continuare ancora e scrivere altri dieci, cento, mille buoni motivi per guardarla; ma ce n’è veramente bisogno? Buona visione!
Pietro Mini
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