Fenomeno Bridget Jones
- federica pirpignani
- 19 mar 2021
- Tempo di lettura: 3 min
Bridget Jones può essere considerato uno dei personaggi più iconici mai esistiti . Vediamo Renèe Zellweger calarsi nei suoi panni per ben tre volte. Il sipario si apre con il diario di Bridget Jones, uscito nelle sale nel 2001, incredibilmente ben 20 anni fa. In seguito la storia continua con “ Bridget Jones: the edge of reason “ uscito nel 2004 e infine la trilogia si conclude con “ bridget Jones’ baby” nel 2016. L’attrice, nata in Texas, ha dovuto prendere lezioni di dizione per ricoprire il ruolo e , al fine di perfezionare l’accento british, ha lavorato sotto copertura in una casa editrice. Si occupava di rispondere al telefono, portare il caffè e fare fotocopie, usando sempre il nome di Bridget Cavendish , sorella di Jonathan Cavendish, produttore del film. Sulla sua scrivania era solita tenere una foto di Jim Carrey, il suo fidanzato all’epoca, il che pareva molto strano ai suoi colleghi , dato non l’avevano affatto riconosciuta. Si era talmente tanto calata nella parte che Hugh Grant ( Daniel Cleaver nel film, il suo capo) non ha sentito il suo accento americano fino a fine riprese. Un’altra curiosità è che l’attrice, per calarsi nei panni della paffutella miss Jones, ha dovuto ingrassare di 10 kg, sia per il primo che per il secondo film. Inoltre tra le altre proposte per il ruolo ci sono state Kate Winslet, Cate Blachett, Toni Collette ed Helena Bohnam Carter.
Senza dubbio, il primo film è il più iconico. Bridget è una trentenne frustrata che vive nella Londra dei primi anni 2000. Conduce una vita tutt’altro che composta. Ha una carriera lavorativa non brillante, per non parlare della sua vita sentimentale, pressoché inesistente. E’particolarmente incline al fumo e all’alcool, per non parlare dei suoi problemi col cibo, dati i suoi chili di troppo che vorrebbe smaltire, ma non riesce a causa della sua scarsa forza di volontà e pigrizia. Inoltre la sua goffaggine la porta a fare innumerevoli figuracce e a ritrovarsi in situazioni molto imbarazzanti. E’ invaghita del suo capo, il donnaiolo Daniel Cleaver, sul quale spettegola con la sua combriccola di amici il venerdì sera di fronte a bicchierini di liquori.

A capodanno viene invitata a casa di sua madre, dove incontra Mark Darcy ( Colin Firth) , lo scorbutico avvocato divorziato, il quale la colpisce con le sue parole di giudizio. Ciò induce Bridget ad abbracciare il cambiamento e a scrivere un diario con la verità sulla sua vita, su cui annotare obiettivi e traguardi raggiunti.
“E così presi una grande decisione, mi dovevo assicurare di non ritrovarmi l’anno prossimo mezza ubriaca ad ascoltare FM nostalgia, le canzoni più belle per gli ultra trentenni! Decisi di riprendere in mano la mia vita. E cominciare un diario, in cui scrivere tutta la verità su Bridget Jones, nient’altro che la verità.
Decisione numero uno: ovviamente perdere dieci chili. Numero due: mettere sempre a lavare le mutande della sera prima. Ugualmente importante: trovare un ragazzo dolce e carino con cui uscire, evitando di provare attrazioni romantico-morbosa per nessuno dei seguenti soggetti: alcolizzati, maniaci del lavoro, fobici dei rapporti seri, guardoni, megalomani, impotenti sentimentali o pervertiti. E soprattutto non fantasticare su una particolare persona che incarna tutti questi aspetti”.
Non ha una trama affatto elaborata, si tratta semplicemente di una commedia romantica come tante.
Allora perché ha riscosso tanto successo e si è trasformato in un vero e proprio fenomeno culturale degno di una candidatura al premio oscar come migliore attrice protagonista per la Zellweger? Il segreto sta nel fatto che attraverso Bridget Jones si sono portati sul grande schermo i problemi che una donna comune, e non solo, si trova a fronteggiare quotidianamente. Non vediamo una dea irraggiungibile, neanche una guerriera in carriera che si fa strada in un mondo fatto per uomini, tipica immagine dell’età post femminista, bensì una ragazza agli arbori dei suoi 30 anni con la vita ancora da mettere a posto. Solitamente si vede quell’età come una scadenza, ci si immagina che una persona debba aver trovato un lavoro fisso e l’amore della propria vita con cui aver iniziato a mettere su famiglia. Bridget Jones invece ci conforta e ci rassicura del fatto che non sia necessario. Il personaggio è intramontabile, ci racconta la realtà e quotidianità con molta leggerezza e senza tabù. Concorderete che sia più facile immedesimarsi in qualcuno pieno di difetti e insicurezze rispetto ad Angelina Jolie nel film mrs e ms Smith. Chiunque può rispecchiarsi in alcune delle sue cattive abitudini e soprattutto nei suoi modi di affrontare le avversità. Chi non si è mai trovato a mangiare gelato per curare il malumore convincendosi di non aver bisogno di amore?
“Am enjoying a relationship with two men simultaneously. The first is called Ben, and the other, Jerry.
In Italia non abbiamo Ben and Jerry ,però ci accontentiamo della Sammontana.

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