La sindrome di Stendhal
- chiaragallo3110
- 18 lug 2021
- Tempo di lettura: 2 min
Vi è mai capitato di dover far fronte ad emozioni talmente grandi e potenti che diventano allo stesso tempo quasi inspiegabili?
Non di un’emozione qualunque e solita d’innanzi a fatti e persone che ci suscitano qualcosa, non si tratta di quel tipo di emozioni che proviamo almeno una volta nella giornata, che convivono con noi.
Qui parliamo di un fuoco vivo che si manifesta di fronte ad opere d'arte o architettoniche di notevole bellezza.
La sindrome di Stendhal è un disturbo psico-somatico che si manifesta con una sensazione di malessere diffuso associato ad una sintomatologia psichica e fisica.
I sintomi riscontrabili possono essere: tachicardia, vertigini e allucinazioni; la persona in questione si ritrova in uno stato di estasi, viene completamente assorbito nella contemplazione della bellezza sublime che si trova d’innanzi a lui.
Qual è l’origine del nome?
Il nome di tale sindrome deriva dallo scrittore francese Marie-Henri Beyle, meglio noto appunto come Stendhal.
Egli dopo aver visitato la basilica di Santa Croce iniziò a manifestare tutti i sintomi sopra riportati, la visione di cotanta bellezza lo aveva reso instabile ad incanalare tutte le sensazioni che la basilica offriva.
Era lì, poteva toccarla, ammirarla, l’onnipotenza e la maestosità che essa trasmetteva non gli permettevano di tenersi in piedi.
Queste le sue parole:
“Ero già in una sorta di estasi all'idea di trovarmi a Firenze (…) Assorbito nella contemplazione della bellezza sublime, la vedevo da vicino, la toccavo per così dire. Ero giunto a quel livello di emozione, dove si incontrano le sensazioni celestiali date dalle arti e i sentimenti appassionati. Uscendo da Santa Croce, ebbi un tuffo al cuore, la vita per me si era inaridita, camminavo temendo di cadere”.
Ebbene sì, il primo caso di tale sindrome venne riportato dopo un viaggio svolto nella nostra Firenze, un onore per la nostra piccola, ma grande città, in grado di suscitare emozioni talmente forti da raggiungere lo svenimento.
Il corpo e la mente non riescono ad incanalare e a dar nome alle informazioni ricevute, qualcosa si blocca, le gambe iniziano a tremare, la saliva a mancare e il cuore a pompare sempre più: è qui che arriva lo svenimento, il corpo si accascia, la mente si libera, il cuore si colma.
Molti sono ancora oggi i casi di sindrome di Stendhal che si verificano: d’innanzi alla Cattedrale di Santa Maria del Fiore, a Palazzo Vecchio, alla visione delle tante opere maestose presenti all’interno della Galleria degli Uffizi…
Generalmente i disturbi sono transitori e scompaiono allontanandosi dall’opera d’arte che li ha scatenati.
Sono presenti però episodi prolungati di ore o addirittura di qualche giorno.
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