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LUNDINI, POETA DEL SURREALE

Recensione di “Una Pezza di Lundini”


Una Pezza di Lundini” è un programma serale di grande successo trai giovani della durata di venti minuti circa, che è andato in onda nel periodo autunnale. Scritto ed ideato da Giovanni Benincasa e Valerio Lundini, è uno dei migliori prodotti Rai del momento (le repliche sono ancora disponibili sia su Youtube sia sull’app di Rai Play).

Dotato di una comicità satirica e no-sense, si basa sullo stile televisivo dell’anti-comedy, dove la risata non nasce dalla semplice battutina del conduttore ma bensì dal voluto imbarazzo (o meglio dire “dal cringe”, perché di questo si tratta) generato dai silenzi e dai discorsi dei personaggi che creano un disagio comico nell’ascoltatore.

Oltre a Valerio Lundini, che interpreta un conduttore impacciato alla Michael Scott di The Office, sul set agiscono anche altri particolari personaggi; una di questi è Emanuela Fanelli, attrice romana che fa da spalla o “quota rosa”, come ama chiamarla il presentatore, e da “signorina buonasera”, aprendo il programma annunciandoci che il seguente show ha lo scopo di essere appunto una pezza di un prefissato film inventato con dei titoli lunghi ed autoesplicativi, cancellato per degli errori tecnici.

Il finto anchorman, oltre ad intervistare numerosi personaggi dello spettacolo (tra cui Nino Frassica, Luis Sal, Alessandro Borghi...) ha inoltre un alquanto strano pubblico fisso: Torpedine, il jolly dello spettacolo; il signor Boris, assurdo zio della Fanelli che nega ogni accusa a lui rivolta dalla nipote; il memista (autore di particolarissimi meme) Silvestri e la saltuaria valletta Anna, classica stereotipizzazione della boomer, nata durante il boom economico e portatrice di ideali ormai antiquati. Lo show è dotato anche di una band chiamata i Vazzanikki, nei quali suona Valerio stesso alla pianola.

Ma come mai ha fatto così tanto successo tra i giovani? L’innovazione della nuova corrente di comici italiani è data dall’ironia dissacrante che si prende gioco della realtà, che la umilia. Questo è ciò che vuole il nuovo pubblico, non più battute politically correct ed un tantino noiose sullo stile dei tanti programmi Rai, ma il rinnovamento di una televisione ormai vecchia e stanca, come dice lo stesso Ferrario, protagonista di “Paese Reale”: “La tv italiana è involontariamente cringe. La bravura di Valerio è stata quella di saper decodificare il linguaggio e renderlo talmente palese nella sua penosità da renderlo fruibile al pubblico in maniera comica.”

Bisogna inoltre capire che la concezione di utilizzo del tempo libero è cambiata con l’avvento dei social e degli smartphone; gli sketch sono confezionati in pacchetti di 15, massimo 30 secondi, pubblicizzati tramite Instagram o Tiktok e visti tra un capitolo e l’altro di un libro scolastico. Lundini questa caratteristica l’ha compresa bene: il suo programma può essere visto senza seguire un ordine cronologico e lo stesso episodio può essere tagliato in piccole porzioni di mezzo minuto facilmente condivisibili sui social, adattandosi a meraviglia ad una nuova e veloce era con un parziale ma diffuso deficit d’attenzione.


Valerio Lundini e la sua geniale Pezza sono gli anti-eroi rivoluzionari di cui avevamo fortemente bisogno per liberarci da una conduzione italiana rimasta a sessant’anni fa, sorda ed incapace di accettare i nuovi e veloci mutamenti sociali, ai quali bisogna però saper reagire con altrettanta rapidità.


Emanuele Nesti

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